La scoperta di una conversazione ambigua, di uno scambio di messaggi affettuosi o di immagini compromettenti sul telefono del proprio coniuge rappresenta spesso un momento di profonda crisi personale e familiare. Nell'era digitale, il concetto di infedeltà si è evoluto, estendendosi oltre il contatto fisico per abbracciare relazioni che nascono e si sviluppano interamente su piattaforme come WhatsApp, Facebook, Instagram o siti di incontri. Comprendere come gestire queste situazioni dal punto di vista giuridico è fondamentale per tutelare i propri diritti. In qualità di avvocato matrimonialista a Milano, l'Avv. Marco Bianucci assiste quotidianamente clienti che si trovano a dover gestire la dolorosa realtà dell'infedeltà virtuale, trasformando l'emotività del momento in una strategia processuale lucida e finalizzata all'ottenimento dell'addebito della separazione.
Il dovere di fedeltà, sancito dall'articolo 143 del Codice Civile, non implica esclusivamente l'astensione da rapporti sessuali con terze persone. La giurisprudenza italiana, attraverso numerose sentenze della Corte di Cassazione, ha stabilito che la fedeltà consiste anche nella dedizione spirituale e nel non ledere la dignità e l'onore dell'altro coniuge. Di conseguenza, il cosiddetto tradimento virtuale o platonico può costituire causa di addebito della separazione quando, per le modalità in cui avviene o per la pubblicità che assume (ad esempio sui social network), rende intollerabile la prosecuzione della convivenza o offende il decoro del partner. Non è necessario che l'incontro fisico si sia consumato; è sufficiente che l'interazione virtuale abbia compromesso irrimediabilmente la fiducia coniugale. Tuttavia, la raccolta delle prove deve avvenire nel rigoroso rispetto della normativa sulla privacy per essere utilizzabile in giudizio.
L'approccio dell'Avv. Marco Bianucci, avvocato esperto in diritto di famiglia a Milano, si distingue per la meticolosa attenzione alla validità processuale delle prove raccolte. Nel contesto di una separazione giudiziale con richiesta di addebito, non basta presentare una stampa di una chat di WhatsApp o uno screenshot di un post su Facebook. È essenziale verificare l'origine del dato e, soprattutto, la legittimità della sua acquisizione. Lo Studio Legale Bianucci valuta preliminarmente se l'accesso al dispositivo del coniuge sia avvenuto in modo lecito o se vi sia il rischio di incorrere in reati quali l'accesso abusivo a sistema informatico o la violazione della corrispondenza. La strategia difensiva mira a contestualizzare i messaggi all'interno di una crisi coniugale preesistente o, viceversa, a dimostrare che proprio quella condotta virtuale è stata la causa scatenante della rottura, nesso causale indispensabile per ottenere l'addebito.
Gli screenshot possono essere prodotti in giudizio, ma il loro valore probatorio non è assoluto. La controparte potrebbe disconoscerne la conformità ai fatti, sostenendo che siano stati alterati. Per questo motivo, l'Avv. Marco Bianucci consiglia di non limitarsi alla semplice immagine, ma di valutare, ove possibile e legale, l'acquisizione forense del dispositivo o di supportare tali evidenze con testimonianze o altri elementi documentali che ne confermino la veridicità.
Non sempre un semplice scambio di messaggi porta all'addebito. Il giudice valuta la gravità del comportamento e il suo impatto sulla vita matrimoniale. Se il flirt è pubblico, insistente o umiliante per il coniuge, le probabilità di ottenere l'addebito aumentano considerevolmente. È necessario dimostrare che tale condotta ha reso intollerabile la prosecuzione della convivenza.
La giurisprudenza è molto severa su questo punto. Anche se il telefono è lasciato incustodito, l'accesso alle comunicazioni riservate può configurare una violazione della privacy o un reato. Tuttavia, in sede civile, il bilanciamento tra diritto alla difesa e diritto alla riservatezza può talvolta permettere l'uso di tali prove, ma ogni caso va analizzato singolarmente con un esperto per evitare ripercussioni penali.
L'addebito della separazione comporta conseguenze economiche e successorie rilevanti. Il coniuge a cui viene addebitata la separazione perde il diritto all'assegno di mantenimento (conservando solo quello agli alimenti in caso di estremo bisogno) e perde i diritti successori nei confronti dell'altro coniuge. È uno strumento fondamentale per ristabilire equità quando la fine del matrimonio è imputabile esclusivamente alla condotta dell'altro.
Sì, l'utilizzo di un'agenzia investigativa autorizzata può essere determinante. Un investigatore può redigere un report certificato sulle attività pubbliche sui social network o pedinare il coniuge per verificare se all'infedeltà virtuale corrisponda un incontro reale, fornendo prove solide e legalmente acquisite che l'avvocato potrà utilizzare efficacemente in sede processuale.
Se sospetti che il comportamento virtuale del tuo coniuge stia minando il tuo matrimonio o se hai trovato prove di un tradimento online, è fondamentale agire con prudenza e consapevolezza legale. Ogni passo falso nella raccolta delle prove potrebbe compromettere l'esito della separazione. Contatta l'avv. Marco Bianucci per una consulenza riservata presso lo studio di Milano. Analizzeremo insieme la documentazione in tuo possesso e definiremo la strategia migliore per tutelare i tuoi diritti e il tuo futuro.